Racconto - Roger Martin Du Gard
Eravamo tutti e due in camicia da notte, schiacciati l’uno contro l’altro nel buio, e lottavamo come due forsennati. Alla fine sono riuscito a sollevarla. Lei mi graffiava la nuca. Io fiutavo quella carne ancora tiepida di letto lo stesso odore che per un’intera notte avevo respirato sul corpo di Ernestina. Con un colpo netto le ho fatto piegare la schiena e l’ho rovesciata sul mio materasso. In quel momento mi sono ritrovato preso in mezzo alle sue gambe. Le sue gambe nude, che lei ha richiuso su di me. Ho perso l’equilibrio. Le sono caduto addosso. Della mia rabbia non rimaneva granchè, devo ammetterlo… giusto quel tanto che bastava ad esasperare il desiderio. Allora ho cercato le sue labbra, furiosamente. E credo proprio che già lei un pò goffamente me le porgeva…