March 3, 2007 at 11:47 am
· Filed under Lettere deliranti vintage
Signorina,
Le mie parole sono sincere, e voi lo sentite, ne son certo. Senza sgomento di cuore per ciò che le mie parole possono provocare, ma pur sempre con chiarezza totale di mente, è che vi presento chi veramente sono. Il nostro comune Padre volle riunire in voi un pizzico di tutto ciò che la natura di bello avea da esprimere e raccontare. Ma il nostro Padre volle anche chiamare me come suo umilissimo portavoce, perché infoltissi la schiera dei suoi novellanti e predicanti. Io vidi, signorina, chi è nostro Padre. Per questo, per ciò che Lui è, che da allora non posso più vedermi posseduto da alcuno, e non posso più possedere alcuno. O mia Signorina! Adorata mia. Io sono un semplice uomo, forte di amore, capace di scalare montagne per rubarvi un bacio. Come unire la mia Natura di Spirito, con la forte, inevitabile, travolgente emozione delle vostre emanazioni?
Signorina devo chiedervi di fare una scelta. Se volete vivere in pace, con a fianco un cavaliere adeguato alle vostre infinite qualità, per il mio bene e per il vostro, vi prego, allontanatevi da me. O almeno vedetemi come semplice amico (mi perdonino le mie viscere per questo). Se invece volete usarmi perché la vostra pace, come vi si addice, aumenti anche solo di un piccolo cubito, allora usatemi. Io sono devoto al nostro Signore, mio amore, che tutto contiene, non c’è sgomento che la sua luce non possa dissipare.
Il vostro umlissimo amante e fratello.
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